PELLEGRINO DELL'ARTE NELL'ANNO GIUBILARE 

Giovanni Schiaroli scende dal delizioso e silenzioso ermo marchigiano di Filetto, il colle delle sue ispirazioni, per incamminarsi verso la sua meta preferita - Roma - dove lo attendono ricordi, amici, estimatori tutti nati da altri viaggi, altre visite, altre mostre delle sue opere. Ma questa volta il viaggio è speciale: Roma la raggiunge attraverso la Flaminia, l'antica via preferita dai romei, e lui stesso si sente pellegrino, messaggero di quella spiritualità, di quel misticismo demandati soprattutto all'arte, in particolare alla pittura.

ROMA 
vista da 

GIOVANNI SCHIAROLI

Questa volta Giovanni Schiaroli porta con sé un carico molto impegnativo. Se lo è affidato da solo. In anni in cui tutti strepitano per i loro diritti, dimenticando i doveri, Giovanni Schiaroli ha sentito la necessità - una chiamata inevitabile sgorgata da una forza interiore - di lavorare per molti mesi, creare, ed infine donare all'Anno Santo, al Giubileo, a Roma una selezione dei suoi quadri realizzati in questo primo scorcio del Terzo Millennio. Sono fotogrammi: Giovanni, il suo studio odoroso di vernici, di fronte la sua campagna di olivi e viti, poi l'Appennino e la Flaminia, l'Umbria di San Francesco, poi file di colli orlati di pini, da un colle la vista dalla grande cupola di San Pietro. E proprio nelle vicinanze della Chiesa del Papa, la sosta per distendere agli occhi di tutti la sua offerta giubilare nelle sale della Domus Carmelitana. C'è un gesto, un evento, un atto inaugurale che ha toccato le corde più sensibili di Giovanni Schiaroli: Giovanni Paolo II che apre la Porta Santa. E' un bagliore oro-rosso sospeso in alto, un fuoco di colori sprigionato dal cielo. Poi Roma: Castel Sant' Angelo, piazza Navona, il Pincio, piazza di Spagna, il Gianicolo e tutti gli altri "paesaggi romani". Ma non sono cartoline da itinerario turistico. No, Giovanni Schiaroli interpreta e filtra vie, piazze , palazzi, monumenti di Roma, famosi in tutto il mondo, attraverso il suo animo più autentico e profondo. Lo stesso dei paesaggi campestri, degli alberi, dei melograni, degli ambienti naturali in cui collocò i personaggi dei suoi  "Promessi Sposi" , che inondarono di suggestioni anche il remoto pubblico di Buenos Aires. 

Adesso questa riscoperta di Roma, una città sognata, desiderata, rivisitata: é la stessa eppure profondamente diversa. E' la Roma soffusa dello spirito del Giubileo. Ecco l'offerta - la devozione d'arte - di un pittore sceso dalla collina di Filetto per camminare verso una Roma inconsueta nelle atmosfere, ma identica nei secoli. Un pellegrinaggio che per lui - e anche a fruizione degli altri - valeva l'intima necessità di compiere.

di Walter Montanari (giornalista)

 

Fontana del tritone

Ponte Sant' Angelo
Il Pantheon
Giovanni Paolo II - La Porta Santa
Il Pincio
Roma veduta dal Gianicolo
Veduta dal gianicolo
Gianicolo
Ancora il Gianicolo
Il Tevere
Isola Tiberina
Roma
Ponte Umberto - Castel S. Angelo
Ponte Sisto
Ponte Milvio
Trinità dei monti
Piazza del popolo - vista dal Pincio 
Piazza Navona 
Il Pincio
Veduta dal Pincio 
Ancora veduta dal Pincio
La fontana di Trevi
Campo dè fiori - statua di Giordano Bruno 
Castel Sant' Angelo 
Catacombe - S. Cecilia
Verso Roma