|
Se i paesaggi di
Giovanni Schiaroli rimandano, come è ovvio, alla sua terra natale,
silente, ordinata, anzi, vorrei dire, ordinata tutta dai rapporti
moderati tra luce e colore che contraddistinguono il territorio
marchigiano, tuttavia è preminente nelle sue tele il colore stesso
della pittura, o meglio, della materia pittorica.
E infatti Schiaroli si pone di fronte alle sue campagne e marine, e ne
assume materialmente la loro struttura, in un certo senso le astrae
(come già scoperse il padre dell'arte contemporanea, Cezanne), ma
sernza intellettualismi, o propositi di scomposizione razionale della
realtà.
Per lui la campagna è la campagna, la marina è la marina, tradotta semplicemente dalla materialità del colore prescelto, non tanto come sintesi imitativa, ma piuttosto come libera interpretazione del dato reale.
|

|
|
Questa realtà, Schiaroli la compone con rapidi e precisi colpi di
spatola, graduati secondo l'intensità della lucer che promana
dall'orizzonte, sempre chiaro, d'un azzurro riflettente i toni in cui
gli "aperti piani" del paesaggio marchigiano si fondono in
frammenti e particelle di coloren verde-giallo-lilla attraverso i quali
si individuano i differenti clivi di quelle morbide colline, tanto care
al noto maestro marchigiano del Novecento, Luigi Bartolini.
|
|
|
|
Ferruccio
Ulivi ha infatti giustamente richiamato questo artista, con il
quale Schiaroli ha talune consonanze poetiche e di carattere,
soprattutto per quanto concerne il modo solitario e semplice di
porsi nei confronti di questo appartato territorio dell'Italia
centrale che il celebre artista e incisore così candidamente
descrisse:" La finestra dava sui campi; nelle Marche: che
è quanto dire una regione di pace:piena pace, semplice e
felice. La Marca ha il monte; e fra il mare e il monte, selve,
campi dolcissimi;laboriosi (fra canti d'uccelli). Ha fiumi colli
e collinette; irti dossi; aperti piani." (in
cat.L.Bartolini, Macerata 1989, p.26).
|
|

|
|
Eppure Bartolini di quegli "aperti piani" dette una stesura dinamica
alle sue pennellate di materico colore, dovute all'altro aspetto distintivo del
suo carattere emozionale, alla sua sottostante fluidità di una coscienza in
perenne e sensibile agitazione ( Bartolini è stato anche acuto e virtuoso
narratore ); Schiaroli invece restituisce appieno nei suoi dipinti la pacata
serenità di questi paesaggi e vede questa singolare terra marchigiana come
attraverso un vibrante cristallo dalle innumerevoli sfaccettature che ne
immobilizza ogni segmento di luce e di colori.
|
|
Mario Ursino |

|